Parchi. Novità a Villa del Grumello

 

Ogni anno una novità: Villa del Grumello si apre ai visitatori con gli anemoni

Emilio Trabella, comasco, architetto del paesaggio, è botanico di fama internazionale e collabora a progetti innovativi promossi per la salvaguardia della natura e dell’ambiente. Ha una riconosciuta esperienza nel campo del ripristino ambientale e si impegna – con passione - per la tutela del territorio. È tra gli ideatori di Orticolario (la rassegna florovivaistica che si tiene in autunno a Villa Erba di Cernobbio) ed è il curatore dei progetti di conservazione, restauro e manutenzione del parco del Km della Conoscenza (che comprende i giardini di Villa Sucota – della Fondazione Ratti – e della Villa del Grumello).

Trabella, con grande disponibilità conduce ospiti e visitatori alla scoperta delle bellezze e delle novità tra i sentieri e i pendii di Villa del Grumello.

Quali sono le grandi novità di quest’anno a Villa del Grumello?
Gli anemoni. Sono il fiore che stiamo mettendo a dimora. Sono la novità di quest’anno: una grande collezione di duemila piante, con trentasei varietà.

In una migliore collocazione.
Ricostruiamo la roccaglia che è l’insieme del pietrame, ciottolato e dei sassi impiegati dai giardinieri per abbellimento nelle epoche passate. Per realizzare questa grande roccaglia abbiamo trovato una persona capace di riprodurla come veniva realizzata nell’Ottocento nei nostri parchi; nel contempo – questo nostro esperto - sta insegnando il metodo ai nostri ragazzi. Sicuramente i migliori saranno un domani dei bravissimi operai, costruttori e direi realizzatori di queste roccaglie.

È un problema di abbellimento e anche di manutenzione?
Sono tantissimi i parchi, non solamente sul nostro lago, che si stanno sgretolando e solitamente viene chiamata un’impresa edile per sistemarli, ma il muratore non ha quella mano specifica e accurata di cui si necessita.

Torniamo al Grumello.
Sempre quest’anno si è continuata la messa di mura della “collezione di ortensie”: siamo arrivati a più di duecento varietà! Di molte ne abbiamo solo una o due per ogni tipo; l’importante è avere a disposizione questa immensa varietà, che poi riprodurremo con delle talee.

Non tutti i giardini si rinnovano, in genere si sistemano. Al Grumello è presente un progetto molto più ampio?Esattamente. Questo parco è stato abbandonato per più di sessant’anni; noi lo stiamo man mano ripulendo e ritrovando, come abbiamo ritrovato la bellissima roccaglia e tutti i passaggi sotto la piccola chiesa.

Quindi ogni anno si pensa a qualcosa di nuovo?
Certo, ma è importante recuperare l’intero parco che era stato abbandonato e che aveva portato all’invasione di fitolacche, di rovi, di sambuchi che hanno soffocato e fatto morire le piante. Ripulendo si creano delle zone libere, dove metteremo le varie collezioni sempre collegandoci con Orticolario.

Che cosa significa?
Faccio parte del consiglio scientifico, sono stato tra i promotori insieme a Moritz Mantero e Alfredo Ratti: abbiamo stabilito la presenza di una pianta nuova ogni anno, che diventerà emblema di Orticolario - dove sarà esposta in modo effimero -, mentre qui la metteremo a dimora come deve essere. È un modello didattico: a Orticolario si vede la pianta: la si scopre, la si mostra, ci si appassiona… ma dove e come deve essere piantata lo si trova qui al Grumello. In questa meraviglia della natura che si affaccia sul Lago di Como.