Eventi. Premio Antonio Fogazzaro 2017

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Premiazione di un’edizione da record con oltre mille testi partecipanti

Sabato 9 settembre – ore 16.00
Villa Gallia – Piazzetta Mojana, Como

Si terrà nello splendore di Villa Gallia la premiazione dei concorsi letterari della decima edizione del Premio Antonio Fogazzaro. Si conosceranno così i nomi dei vincitori delle categorie “Racconto inedito”, “Poesia edita” e “Microletteratura e Social Network”.

Con il curatore del Premio Alberto Buscaglia, le autorità della Provincia di Como che ospita la manifestazione e della Regione Lombardia, saranno presenti Diego Minonzio, Direttore del quotidiano La Provincia, e tra i giurati Gian Paolo SerinoGiovanni Cocco,Andrea Fazioli e Maurizio Cucchi, Mario Santagostini, Laura Garavaglia.
L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti.

È una partecipazione da record quella per la decima edizione del Premio Antonio Fogazzaro: sono oltre 630 i racconti inediti pervenuti, 84 i libri partecipanti al concorso di poesia edita e più di 400 i testi validi per la sezione Qualità del concorso di Microletteratura e social network.
Ideato per far emergere nuovi talenti letterari e promuovere la giovane poesia in lingua italiana e in dialetto, il Premio Antonio Fogazzaro in questi dieci anni di attività ha contribuito a ridestare l’attenzione sulla figura e l’opera di Antonio Fogazzaro

“È davvero un’edizione da record, di gran lunga superiore a quella degli anni passati – commenta Alberto Buscaglia ideatore e curatore del Premio Antonio Fogazzaro – un’edizione che si contraddistingue anche per la qualità dei testi proposti, per lo stile e per la vena narrativa. Il tema di quest’anno per i concorsi Racconto inedito e Microletteratura era dedicato a Luigi Pirandello, nel centocinquantesimo anniversario della nascita, ricordando un suo famoso titolo e un motto esplicativo della sua poetica: “Uno, nessuno e centomila… la vita o la si vive o la si racconta”. Tema che è stato affrontato con molta originalità dai tanti concorrenti”.

“In un mondo manzoniano – commenta il critico letterario e scrittore Gian Paolo Serino, tra i giurati presenti sin dalla prima edizione – il “Premio Fogazzaro” ha la particolarità di distinguersi nel sottolineare uno scrittore come Fogazzaro messo spesso in “Malombra”… dalla fama di Alessandro Manzoni. Il Manzoni, certo, è immortale, ma rischia di rimanere immortalato come lettura scolastica obbligatoria che lo rende obsoleto per molti. Fogazzaro, in effetti, è il più moderno dei classici italiani: non a caso soprattutto “Malombra”, poi diventato il film diretto da Mario Soldati, è un romanzo che ha anticipato molta letteratura contemporanea, tra i primi esempi di romanzo gotico per le sue tetre ambientazioni. Sono già presenti i motivi fondamentali della narrativa di Fogazzaro: dalla figura femminile seducente e sensuale ai contrasti interiori tra spiritualità e mondanità del protagonista; dal tema religioso che si pone come orizzonte di salvezza e come elemento di disciplina morale alla curiosità per l’occulto, lo spiritismo, il misterioso, l’anormale; dall’identificazione del paesaggio con gli stati d’animo dei personaggi all’uso del dialetto per un maggiore realismo; dall’importanza della memoria autobiografica alla storia collettiva che costituisce lo sfondo delle vicende dei protagonisti. La critica del tempo classificò il romanzo come un’opera del tardo-romanticismo, anacronistica rispetto alla letteratura verista. In realtà Marina di “Malombra”, creatura quasi demoniaca, è già un personaggio tipico della letteratura decadente, una via di mezzo tra le donne fatali del primo Verga e la superfemmina dannunziana”.

“La giuria ha, quest’anno, letto molti libri” commenta il poeta Mario Santagostini, presidente della giuria del concorso di poesia edita del premio Antonio Fogazzaro “Tutti, è bene notarlo, profondamente diversi tra loro. Nel senso che è stato difficile rintracciare per ogni autore i punti di riferimento, le eventuali scuole, le poetiche, le fonti ispiratrici più forti. Certo, il lettore smaliziato si rende conto che, nelle pagine, circolano letture, predilezioni e qualche magistero pregresso. Ma, se proprio si vuole dare una valutazione complessiva, allora si dovrà parlare di un canone in fieri, in formazione. Del quale si intravede qualche traccia, qualche indicazione ma non ancora una cifra globale che accomuni o aggreghi magari per contrasto, i poeti. Ed è perfino possibile (e forse augurabile…) che quel canone non arriverà a definirsi, a farsi norma. E che rimarranno, gli autori, delle spiccate e vagamente anarchiche individualità”.