Turismo. Un progetto concreto per la Brianza

 Un Convegno: Dalla Brianza a GreenLand: cambio di nome e di prospettive per il turismo?

Merone Baggero. Convegno
Turismo ed attrattività nell’alta Brianza: sfida impossibile?

10 Maggio 2017 alle ore 18.30. Incontro dedicato allo sviluppo turistico delle aree emergenti.

Con la partecipazione di:
Roberto Cassani: Presidente Albergatori Confcommercio Provincia di Como
Andrea Camesasca: Delegato al turismo CCIAA Como - Giunta Confcommercio Como
Marco Riva: Giunta regionale Coni
Emanuele Bonotto: Presidente rete turistica IHF Italian Hotels and Friends
Claudio Ghislanzoni: Vicesindaco Comune di Erba
Conduce: Andrea camesasca

Cronaca di una serata, al Mulino di Baggero, nel cuore della Brianza verde, ricca e operosa. Brianza: luogo di lavoro e di elaborazione delle prospettive economiche e sociali. La Brianza è “fabbrica” o “albergo”? È produzione oppure ospitalità? Si tratta di modelli in contrapposizione oppure possono convivere?

I partecipanti all’incontro avvenuto dentro gli spazi del Mulino di Baggero ovvero dentro o quasi le macchine che macinavano e producevano… si sono confrontati (con molto accordo) analizzando la situazione esistente.

Innanzitutto cos’è il turismo? Risposta condivisa: è il primo anello della catena industriale; è parte della produzione (si pensi agli arredi, ai prodotti locali, ai servizi alla persona, agli addetti...) utile a strutture e infrastrutture. È fondamentale per posti di lavoro.

Altro punto è la qualità dell’offerta: che deve essere altissima (pur nelle sue differenti formulazioni) anche se “una bella struttura da sola non fa turismo” come dimostrano le eccellenze del territorio (i grandi alberghi) che richiamano direttamente la propria clientela internazionale, ma spesso agiscono in una sorta di area separata, privilegiata.

Dunque, il Lario: il brand ormai celeberrimo che attira e anche (un poco) consuma la forza mediatica (sempre insufficiente), ma è richiamo di bellezza, paesaggio e attività. Porta turismo sportivo (acqua e terra) ed ha sviluppato (nel tempo, lentamente) nuovi modelli di accoglienza e di sensibilità verso turismo e turisti.

L’offerta del territorio ovviamente va aumentata e vi è - per la Brianza – di essere nuova e interessante area per un’offerta molto diversificata. È in contrapposizione o peggio in concorrenza con il Lario? Affatto: è una zona già complementare divenuta famosa (in mezzo secolo) per il legame tra terra e lavoro, tra prodotto e invenzione. La Brianza è la riconosciuta “patria” del Design italiano del mobile, del tessuto, della ricerca e – anche – della moda (tante sono le fabbriche tessili che hanno lasciato Como per allargarsi nel verde brianteo). Qui c’è l’eccellenza del Made in Italy.

Inoltre, si è in una fase di recupero degli antichi rapporti tra province di Como e di Lecco ormai destinate a riunire le forze e a condurre – insieme! – campagne promozionali, ricerca di finanziamenti, risorse umane e intellettuali. La politica dovrà adattarsi…

La Brianza è una terra che si concede favorevolmente ad un turismo familiare che chiede passeggiate, itinerari green, facili mete, cucina semplice (ma può essere anche ricercata); ha strade adatte al ciclismo (il saliscendi di chilometri di percorsi, mountain bike, Sormano, il Ghisallo…). Il Lago di Pusiano per il canottaggio e la canoa (con il Centro remiero di apertura internazionale) e poi ancora: parapendio (dal Cornizzolo), alianti e il Golf.

Tra le diverse discipline è possibile maggiore sinergia (parole magica, ma che non sempre apre le porte giuste) e la possibilità di incontri.

Esiste il turismo fieristico che riunisce decine di fiere locali a la grande attrazione di LarioFiere come polo al centro del territorio e con un calendario ricco di eventi differenti.

Trasformare e migliorare l’offerta turistica in Brianza non è un’illusione semmai è un bel sogno in fase di realizzazione. Quali, tuttavia, i problemi? Capire gli ospiti, valutare le richieste, migliorare il contatto attraverso addetti preparati, davvero multilingue. Trasformare l’incertezza in identità chiara (chi siamo, cosa offriamo?) e senza allontanare la Brianza dal Lario e da Como capoluogo che restano punti saldi nella storia e nella promozione.

Ritrovare la forza di coesione tra i piccoli comuni è impegno progettuale non più rinviabile e che consentirà di migliorare (nella diversità) l’offerta turistica che comprende accoglienza, alloggio, ristorazione, tempo libero: tradizioni da rinnovare e adattare alla varietà delle richieste.

La vicinanza con Milano (grande attrazione internazionale) ed eventi come il Salone del Mobile, le Settimane della Moda, gli Eventi sportivi (anche internazionali), i premi automobilistici non deve spaventare. Non deve essere solo una risorsa temporanea (alberghi pieni per una settimana!) e poi lasciar cadere il coinvolgimento dei visitatori senza offrire loro una maggior possibilità di visita e di conoscenza e di ritorno (si è visto con Expo2015)

Non si può tuttavia dimenticare che la situazione politico-amministrativa è complicata dalla mancanza di un riferimento quale era la Provincia di Como. L’Ente vive ora in un limbo: senza personale e poche risorse. Manca dunque una struttura organizzativa centrale che consenta di riferirsi con autorevolezza e continuità alla Regione Lombardia che già pone attenzione ai problemi comaschi e briantei (anche con finanziamenti non inconsistenti).

È indispensabile rafforzare la collaborazione tra “pubblico e privato” in una condivisione delle idee che consenta di ritrovare il senso stesso del progetto turistico; di individuare quella che si chiama “identità”; di allargare e migliorare i servizi in tutti i settori (dalle case vacanza ai B&B agli alberghi, ai ristoranti).

Che fare? Riflettere sul prodotto, capire se il “nome” Brianza possa essere di richiamo (si pensa ad una sorta di traduzione in GreeLand anche se “è il nome che porta il messaggio” così com’è stato – ad esempio – per Bellagio o per Lario…) e potenziare il rapporto tra il “fare” brianteo (o brianzolo) e il saper passare dalla cementificazione selvaggia alla valorizzazione delle bellezze, del paesaggio, dell’arte e della storia di tutta la Brianza.