“Di sabbia e di vento”… soffia sull’innovazione

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Conformismo. È la parola sottotraccia che si cerca di cancellare nella testa delle giovani generazioni. È una parola che non deve esistere nel percorso di ricerca dell’innovazione (anche dei rapporti umani). E non è una forzatura. Cancellato il conformismo tutto si apre verso la libertà di operare, di essere, di correre, di progettare, di realizzare, di volere, di….
Essere. Essere se stessi e soprattutto se stesse. Difficile per i maschi, quasi impossibile per le femmine. Nei secoli dei secoli. Liberarsi dunque dai pregiudizi e dalle costringenti tradizioni è l’unico modo per vivere pienamente la propria esistenza. Ci hanno provato molti maschi e milioni di femmine la cui vita – esemplare – rimane un modello (segnato spesso dalla loro morte violenta) e anche un esempio del trionfo etico sulla volgarità delle azioni umane.

Tanti i modi per parlarne; anche con le parole e i gesti del teatro: così è con Di sabbia e di vento (interpretato da Laura Negretti e Alessandro Baito), momento espressivo centrale nella Giornata dell’innovazione (a ComoNExT, 28 maggio 2019) narrazione che porta il passato oppressivo (per le femmine) all’oggi, attraverso la memoria di donne coraggiose, vittime della loro incapacità di sopportare le stupide regole imposte dalla consuetudine e dal rigore moralistico del loro tempo.

Due per tutte: Giovanna d’Arco e Camille Claudel. Eroine loro malgrado e certamente “creative” è molto “innovative”; parole inesistenti all’epoca (secoli XV e XIX), ma che oggi rendono bene il loro dramma di giovani donne anticonformiste (Giovanna muore a 19 anni e Camille è internata, cinquantenne, in manicomio e lì morirà dopo quarant’anni…). Battagliera l’una, artista l’altra, libera da legami sentimentali la condottiera e certo vergine; espressione di forti sentimenti e passioni anche fisiche, Camille mai accettata né dalla madre (difficile e ambiguo il rapporto col fratello Paul) e ancora meno dalla società.

“Innovative” in un campo, quello della vita, dove si fatica ad essere diverse, originali, esplosive. È il dramma di molte donne ancora oggi che devono subire prepotenze, angherie, violenze e giudizi malevoli, costrizioni sul lavoro e rallentamenti (quando non esclusioni) nella carriera. Vescovi, preti, inquisitori, soldati, genitori e poi critici, colleghi, artisti, impresari, padroni tutti maschi e tutti mischiati e anche concordi nel condannare e bruciare e chiudere in manicomio o escludere, licenziare…

Nella giornata dell’innovazione a ComoNExT si vedono progetti, ma si riflette sui condizionamenti imposti dalle regole non scritte che possono tarpare le idee, ridurre la forza espressiva, cambiare il senso di un progetto, di una vita. Ci vuole coraggio e determinazione.

Di sabbia e di vento, portato in un luogo inusuale, dentro l’edificio del progresso avanzato (l’incubatore: una bellissima parola che riporta alla natura…), ha colpito il giovane e giovanissimo pubblico (moltissime le ragazze) certo sorpreso dall’intermezzo teatrale posto tre la bellezza del progetto nuovo e la speranza di mostrare le proprie capacità innovative: anche nei rapporti “di genere” ovvero umani.