(S)Design. Tendenze moda

 

I fantastici promessi sposi della moda

Dal mio punto di vista ho visto tutto o quasi. La grande festa, l'evento planetario è planato sul Lario con gran soddisfazione di tutti. Chi si lamenta - e non son pochi - capisce niente di moda, tendenze, fascino, stile, fantasia, colori e di mitico brand. Neanche di indotto che non è una roba da idraulici bensì alta finanza ai più incomprensibile.

Una nota Casa di moda ha affittato il Lario quasi per intero: per una settimana. Che c'è di male? Anche dal mio punto di vista (a volo d'uccello) tutto è sembrato fantastico! Bei ragazzi, modelle di gran classe, fotografi a decine, cinematografari, scenografi, costumisti, parrucchieri, truccatrici un po' del luogo e molti da fuori. Professionisti già pratici di messinscene effimere, ma stupefacenti. Come in una corte barocca di fine Seicento. Tutto sul Lario e dite poco?

Chi ne parla male è perché non è stato invitato e come sempre la critica viene dagli assenti. Io – che stavo lì – ho visto scorrazzare cento pulmini neri blindati su e giù per la Regina, che è una strada, ma sembrava una passatoia. Scenografie a non finire, gioielli da favola, vestiti da film in costume, battelli, suoni e luci da batticuore; Promessi sposi di tutti i generi e colori. Una meraviglia!

A me è piaciuto. Mi son divertito a vedere gongolare gli amministratori (per qualche euro nelle magre casse) e trovare il Lario su tutti i giornali, gratis. Qualche aiuola è da sistemare, qualche prato bruciato, crescerà. È il prezzo del successo e se a qualcuno non piace... mi dispiace. È il brand, bellezza!