Creatività. 8208 Lighting Design Festival

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 “8208 Lighting Design Festival”: Impressioni e fotografia

“Fondazione Alessandro Volta promuove, insieme al Comune di Como e con il patrocinio di alcuni importanti enti, la seconda edizione di 8208 Lighting Design Festival, inserito nelle iniziative Cult City: un evento dedicato all’arte contemporanea che coinvolge artisti, designer, università e professionisti internazionali con eventi speciali, workshop e panel che affrontano il tema della luce e della light art.”

(dal sito 8208 Lighting Design Festival – Concept)

Quanti spunti Como, il Lario e la Brianza forniscono ogni giorno ad un appassionato di foto, di arte, di cultura e di paesaggio. Il Festival di quest’anno mi ha fornito impressioni diverse. Guardare le opere solo nelle immagini non basta, le suggestioni interessanti si colgono sol dal vivo, entrando ed interagendo con esse.  Ho camminato, osservato, ascoltato e fotografato alcune di esse. Ho provato a tradurle in immagini e in parole, questo è l’esito di queste mie impressioni. Personali e fotografiche.

Nel Giardino di Villa Bernasconi a Cernobbio “Cocoon” di Vikas Patil
Cocoon è un bozzolo, un nascondiglio dal quale spiare la villa. Una prigione colorata dalla quale noi “bachi” possiamo “sfarfallare” perché il foro c’è già e il filo è già stato interrotto.  Un filo colorato e fluorescente che filtra la realtà e la vista sulla Villa e ci rende ombre in controluce.

Nei giardini del Tempio voltiano “Waves” di Venividimultiplex
Waves. Onde, davanti al Tempietto Voltiano, che è molto, forse troppo, blu. Davanti, nella prospettiva lunga dalla parte dei giardini, onde bianche, luminose che sfuocando diventano cerchi, dischi e muovono la prospettiva.  Di qui le onde del mare della fantasia, bianche come nuvole, di la quelle vere, del Lago.

Black Light Art, in Pinacoteca a Como (curatori Gisella Gellini e Fabio Agrifoglio)
Opere fatte per il buio, opere al confine tra colore e luce. Magnetiche nel loro cambiare colore. Mutevoli, come il nostro stato d’animo nel guardarle. Psichedeliche, affascinanti ma anche scioccanti. Emozioni esagerate da prendere in piccole dosi.”

Dentro Porta Torre, “Inner Voice” di Daniela di Maro
Porta Torre cambia colore, non è la prima volta, questa volta però è diverso. Il colore dipende dalla voce di chi passa.  Il tema del “boundary” si percepisce più da dentro, guardando in su.  Soprattutto quando è azzurra e blu. Un portale spazio temporale che ci collega e ci proietta verso altri mondi.  Un cannocchiale visivo verso il cielo.

Via Pretorio “Casaluce” di Massimo Uberti
Un cubo trasparente con le porte su ogni faccia, ma le pareti  tra uno spigolo luminoso e l’altro ci sono?  O non ci sono?  Chi risponde? Guardando e basta è impossibile scoprirlo. A svelare l’arcano tantissimi bambini lo attraversano.  Prima prendono la rincorsa, come per passare un portale alla Harry Potter. Cercano il giusto coraggio per l’attraversamento del confine con l’ignoto. Ed ecco, magia, hanno attraversato la casa, passando dalle pareti e non dalle porte. Una vera trasgressione, luminosa!

Nei giardini del tempio voltiano “Horizontal Interference” di Kasjo Studio
Strisce colorate tra gli alberi. Mi ricordano dei “cewingum” arcobaleno che mangiavo da piccola. Sovrapposizioni, incroci, prospettive, punti di fuga, triangoli e tagli orizzontali e verticali. La parte interessante sono le ombre dei passanti, di qua e di la. Più piccole quando sono vicine e più grandi quando si allontanano. E così sulle strisce come in una pellicola cinematografica si alternano diversi attori che si spiano senza imbarazzo. Alla fine sono solo ombre, da fotografare, la privacy non serve.