Como. Dispersi e (forse) ritrovati

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 Dispersi e ritrovati. Una mostra di strada a Como

Dispersi e ritrovati 2014. Una piccola provocazione stradale durata qualche settimana in piazzetta Pinchetti, nel cuore di Como.

Affatto distratta dalla pioggia la “gente comune” dapprincipio sospettosa e poi sempre più coinvolta ha guardato, cercato e spesso trovato. Cosa? Magari se stessa.

Il progetto (e la sua realizzazione) è così spiegato dall’Autore che è riuscito a rimanere “Anonimo” e che tuttavia scrive della propria esperienza che “nasce dall’osservazione di ciò che è sotto gli occhi di tutti ed evidenzia la distrazione di chi guarda ma non vede e così perde e disperde ciò che è stato ritrovato e – ora – restituito”.

L’Anonimo Artista ha catturato due cose: la distrazione dell’utenza e la faccia privata di 400persone. Faccia così diventata pubblica.

Sembra incredibile, infatti, ma decine di distratti maschi e femmine giovani e vecchi lasciano nelle macchinette le foto tessere (probabilmente non gradite) e, siccome quelle foto si fanno per impellente necessità di un documento, probabilmente ripetono – si spera con maggior successo – l’operazione.

L’Anonimo Artista (che è anche un certosino, probabilmente) con infinita pazienza attende le sue “vittime” oltre la tenda della macchinetta e recupera la “vera icona” del cittadino qualunque.

Operazione più che estetica magari sociale perché finisce sul muro della piazzetta e, a dispetto della pioggia e soprattutto dei vandali, resiste per diversi giorni all’attacco del tempo e della cronaca. Difatti quelle 400 facce sono “storie” fissate con un lampo (il flash è spietato) lasciando i soggetti quasi sempre attoniti e talvolta persino disgustati delle proprie impressioni. Quel che non si sa se il risultato (delle espressioni) derivi da consapevolezza o dal caso, ma tant’è.

Invitati a riprendersi la propria vita (secondo credenze antiche e mai smentite l’immagine cattura parte o tutta l’esistenza dell’individuo “ritratto” e non dimentichiamoci che in dialetto comasco “fotografare” si dice “tiràgiò” ovvero prendere, catturare, appropriarsi…).

Dunque. L’operazione artistica è finita e, a dispetto degli uffici stampa specializzati, ha avuto molto successo utilizzando solamente il fatto di essere una provocazione stradale di gusto e di garbo. Semplice ed efficace. Allegra.

A decine si son fermati, soli e in gruppo, indigeni e turisti e tutti curiosi e anche interessati a riprendersi la propria immagine. In un momento di crisi dei cosiddetti valori anche una fototessera può servire a guardarsi dentro. Senza troppo impegno.

Dispersi e Ritrovati 2014

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