Cachemire. dagli Hippies agli yuppies

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DAGLI HIPPIES AGLI YUPPIES

Nelle industrie seriche comasche, il passaggio dagli anni Cinquanta ai Sessanta si apre con una decisa ventata di novità; i colori si fanno accesi – spesso tono su tono – i disegni più astratti e di grandi dimensioni, adatti a un nuovo vestire dalle linee semplici e geometriche.
A questa tendenza della moda, che vede abbandonare gradualmente la formalità delle proposte dei sarti francesi e italiani in favore di un look più libero e fresco, non sono estranee le giovani generazioni, quelle affascinate dall’India e dalle culture orientali di cui adottano con entusiasmo fogge vestimentarie e tessuti etnici . Le riviste di moda internazionali sono prontissime a cogliere questi segnali: la copertina di “Vogue” di gennaio 1969 raffigura Jean Shrimpton con il volto circondato da organza a disegni cachemire come una maharani , mentre “Harper’s Bazaar” nello stesso anno dedica tutte le copertine a modelle fotografate con le teste avvolte da turbanti, suggerendo ambientazioni dal Sahara al Rajastan.
La ventata di novità travolge anche canoni sociali consolidati, di cui la differenziazione di genere tra maschile e femminile è forse la più vistosa. La moda unisex dilaga e conseguentemente tessuti che fino a pochi anni prima sarebbero stati destinati esclusivamente all’abbigliamento femminile sono adottati anche per giacche, camicie e pantaloni maschili; la proposta del motivo cachemire si presta a questa tendenza, poiché il boteh è un classico del mondo maschile, presente fin dall’Ottocento su gilet, vesti da camera, cravatteria.
Sono di moda sia autentiche sete e cotoni stampati provenienti dall’India, sia interpretazioni del boteh in chiave occidentale, come appare evidente dalla selezione di campioni proposti nelle pagine seguenti, provenienti da archivi storici di industrie comasche. Parallelamente si cominciano a stampare sete che prendono diretta ispirazione dagli scialli indiani, perfette per modelli dalle linee fluide, che affidano alla complessità e alla ricchezza del motivo cachemire l’appeal dell’abito.