Arte. StreetScape, ottava edizione

L’Arte contemporanea “invade” le strade di Como? Forse. Discutiamone.

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Ecco l’Arte che ri–compare per le strade e le piazze. Como ne è invasa – così si scrive e si dice – ma si sa che – ormai – la vera “Arte” sta nei comunicati stampa che – prima e non durante – esplodono d’entusiasmo e di emozioni.

StreetScape all’ottava edizione ha comunque un merito: mettere a nudo l’Arte di strada e –questa è un’opinione – l’Arte in generale. A nudo nel senso di senza veli e dunque per quel che è: povera, semplice, imbarazzante. Ma se questa e “Arte” bisognerà pur farsene una ragione. Discutiamone?

Ovviamente la colpa non è dei volonterosi ideatori, curatori, sostenitori che pescano quel che c’è nello stagnante mondo dell’arte; semmai è degli artisti che ormai, raggiunte – taluni – le vette del mercato e dell’esposizione mediatica, non sanno più che dire né che fare. Spiace dirlo (e soprattutto scriverlo), ma siamo sempre più lontani da qualche possibilità di coinvolgimento del pubblico che osserva magari sorpreso, seppur poco coinvolto.

Il merito di StreetScape – semmai – è quello di aver ribadito la limitatezza dell’Arte contemporanea troppo tesa alla ricerca del nuovo, dell’effetto, della provocazione pur non avendo le qualità necessarie, indispensabili per poter ricercare, saper stupire, voler irritare… insomma comunicare.

Il mercato non c’è, le gallerie son poche, i critici s’arrabattano con le parole astruse (per cercar di spiegare l’inspiegabile), la committenza manca, le pubbliche amministrazioni non hanno alcun vero interesse (abbellire la città con l’arte? non è prioritario! Ci son buche e ponti da sistemare) e il pubblico diserta le esposizioni del nuovo contemporaneo e s’attacca all’antico (e non è per incomprensibilità, ma per in–sicurezza).

Siamo dunque alla performance improvvisata (che delude) contro gli Impressionisti (che sempre attraggono le masse)? Ai panni stesi in piazza contro le “carni” del Bernini? Ai segnali stradali contro i segni significanti. Eccetera eccetera…

Siamo franchi: l’Arte contemporanea non ha né una né tante strade. È ferma e impastata. Tuttavia, i bambini si divertono un sacco a calpestare il Toro (in piazza del Duomo) bronzeo micione gambe all’aria in attesa di palpazioni (proprio lì! anche se mancano… gli attributi) e chiama i turisti a fotografarsi prendendolo finalmente per le corna (o altrove).

Concepire StreetScape Otto come memoria, continuazione o evocazione del celebrato Campo Urbano (21 settembre del 1969: leggi qui) è un azzardo. Le due proposte sono lontane decenni luce: non solo nel tempo, ma anche nelle intenzioni e nei risultati.

Dunque, facciamo una bella pausa, tiriamo un profondo respiro, prendiamoci una lunga vacanza, serriamo pennelli e scalpelli e lamiere e dedichiamoci ad altro. Il tempo, come sempre galantuomo, ci indicherà il momento giusto per riaverci e presentarci per un grande ritorno: un colpo di vera Arte. Possiamo discuterne?

StreetScape: elenco artisti e location:

1. UGO LA PIETRA → Campo Quadro, Pinacoteca Civica

2. GIANNI PETTENA → Piazza Duomo (Opera allestita solo in data 19 ottobre 2019)

3. CHRISTIAN BALZANO → Piazza Duomo

4. FRANCESCO GARBELLI → Piazza Volta, Bagni pubblici della Stazione di Como Lago, Piazza Medaglie d’Oro

5. ENRICO PANTANI → Cortile del Comune di Como

6. ICIO BORGHI → Chiostrino Artificio

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