Arte. I disegni di Alberto Giacometti in mostra a Chiasso

"Alberto Giacometti (1901-1966) grafica al confine fra arte e pensiero"

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Alberto Giacometti è uno dei grandi artisti del XX secolo che crediamo di conoscere: alcune delle sue opere si sono stabilmente insediate nell’immaginario collettivo, tanto da costituire una sorta di patrimonio comune dell’orizzonte visivo, e non solo per chi ha specifici interessi e competenze artistiche.

Poi, a considerarlo con l’attenzione che merita, rivela come tutte le grandi personalità una ricchezza completamente nuova.

È questa la sollecitazione che proviene dall’interessante mostra allestita al m.a.x.museo di Chiasso, aperta dal 9 giugno scorso, quando ancora non era accessibile al pubblico proveniente dal territorio italiano, e che da qualche giorno è accessibile per tutti.

L’esposizione è prioritariamente dedicata alla grafica dell’artista, secondo la missione dell’istituzione museale chiassese, sviluppata a partire dall’eredità del grande grafico elvetico Max Huber. E quindi è esposto un nutrito gruppo di opere (oltre quattrocento) realizzate con le diverse tecniche della grafica d’artista: xilografie, calcografie (soprattutto acqueforti) e litografie, comprese anche numerose illustrazioni per volumi, affiancate – sala per sala – da qualche scelto esempio di pittura e scultura, per sottolineare l’ampiezza e l’articolazione dell’orizzonte espressivo di Giacometti.

Nato nel 1901 in una frazione del comune di Stampa, nel Cantone Grigioni, Alberto Giacometti è artista cosmopolita quant’altri mai. Figlio d’arte (il padre Giovanni è pittore) e introdotto dal padre alla conoscenza diretta dell’arte europea contemporanea, appena poco più che ventenne, Giacometti si trasferisce a Parigi, dove si compie in buona parte la sua formazione. Attraversa quindi, stando in uno centri fondamentali di elaborazione (se non proprio “il” centro), le principali correnti d’avanguardia, ma – a considerare la sua vicenda artistica con sguardo retrospettivo – sembra quasi che avesse chiara fin dall’inizio la sua personalissima strada (o forse è una nostra percezione, incapace di staccarsi dalle sue opere più riconoscibili…).

Nell’esposizione, allestita in ordine sostanzialmente cronologico a partire dalle prime incredibili prove di un ragazzino appena decenne, si coglie il lavoro costante per l’elaborazione di un proprio linguaggio espressivo che aspira a un’essenzialità assoluta, frutto però non di una riduzione “minimalista” ma di una stratificazione profonda. Nella sua grafica, infatti, il segno nasce dalla complessità della relazione, dalla dialettica tra lentezza e velocità: sintesi magistrale a partire dall’analisi di dettaglio. All’interno di questo percorso si evidenzia la centralità della figura umana, continuamente indagata (straordinari sono i tanti ritratti ravvicinati, così come i nudi femminili frontali). In queste figure si rende evidente quell’intreccio tra arte e pensiero, richiamato nel titolo della mostra: Giacometti non fu propriamente un “teorico” ma, con atteggiamento significativamente moderno, attribuì sempre una notevole importanza alla “narrazione” ovvero alla comunicazione del proprio agire (e a questo proposito è particolarmente interessante una delle sue ultime opere, Paris sans fin, che contiene centocinquanta litografie e un suo testo).

Fondamentali per ricostruire l’universo dell’artista sono poi anche le molte fotografie che gli vennero dedicate durante la sua vita: vederle, con quel suo volto così espressivo, alternate alle sue opere induce quasi a pensare di poter vedere con i suoi occhi.

Alberto Giacometti (1901-1966) grafica al confine fra arte e pensiero
a cura di Jean Soldini e Nicoletta Ossanna Cavadini

m.a.x museo, via Dante Alighieri 6, Chiasso – CH
fino al 10 gennaio 2021 (chiusura estiva da 3 al 17 agosto agosto compresi)

orari: martedì-domenica 10-12, 14-18
Ingresso: CHF / euro 10; ridotto CHF / euro 7