“Armonia della forma”. Un mobile per la Costituzione italiana e sculture lignee di Lux Bradanini: resoconto della giornata

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Progetto: Armonia della forma
Un mobile per la Costituzione italiana e sculture lignee di Lux Bradanini
Nell’ambito del Salone del Mobile e del Fuorisalone
Milano venerdì 10 settembre 2021
Spazio Haute Material Milano, piazza Gorani
Ore 18:30 Presentazione alla stampa e al pubblico del Mobile per la Costituzione italiana
Ore 20:30 InForme Armoniche esposizione–concerto
Sculture lignee Lux Bradanini
Musiche Carlotta Ferrari
Pianista Gaia Ferrari
Ideazione Gerardo Monizza
Produzione Haute Material, Grosio Sondrio

Sono intervenuti:
Marco Galimberti presidente Camera di Commercio Como Lecco
Ilenia Brenna direttore Fondazione Enaip Lombardia Cantù
Marco Ballabio responsabile comunicazione di ComoNExT Lomazzo
Giuseppe Battarino magistrato, scrittore e studioso della Costituzione
Antonio Citterio architetto, progettista del Mobile per la Costituzione
Gerardo Monizza ha trasmesso i saluti di Loretta Credaro (presidente Camera di Commercio Sondrio), Enrico Lironi (consigliere Fondazione Cariplo Milano), Angelo Porro (presidente Banca Credito Cooperativo).

Giuseppe Pruneri, titolare di Haute Material di Grosio (Sondrio) ha messo a disposizione lo spazio di piazza Gorani a Milano ospitando i relatori e l’evento mostra-concerto.

​Un doppio evento

Si è trattato di un doppio evento (pomeridiano e serale) al quale ha partecipato un pubblico attento e sorpreso di vedere dodici sculture di Lux Bradanini [Leggi: Mostra-Concerto] che circondavano un grande cilindro semitrasparente. Dopo il tramonto, dalla struttura uscivano i suoni di un pianoforte (alla tastiera Gaia Ferrari che interpretava musiche originali di Carlotta Ferrari) che ha vibrato nella piazza riuscendo – acustica perfetta – a trasmettere il significato della performance: il rapporto tra la forma dell’arte scultorea e quello della musica.

​Presentazione del Mobile

Gerardo Monizza, ideatore del progetto “Mobile”, ha illustrato l’origine ovvero l’idea di partenza suggerita da uno scrittoio del XVII secolo ideato da Quintilio Lucini Passalacqua e realizzato da artisti di fama ed ebanisti [Leggi: Un Mobile]. Costruito a Como è ora conservato al Museo del Castello a Milano.

È un mobile a programma, in quanto esprime un significato (la Ragione deve controllare i Sensi) e da ciò si è immaginato di realizzare un “apparato”: il Mobile della Costituzione italiana. Non un modo per conservala (insomma: non uno scaffale) bensì una sorta di congegno ligneo che ne metta in evidenza le peculiarità, il linguaggio, il senso.

Giuseppe Battarino, magistrato e scrittore (responsabile del Gruppo di lavoro che sta preparando le basi teoriche del progetto) ha raccontato le difficoltà che tale lavoro di sintesi presenta, ma anche il piacere di trasformare il testo fondante della Repubblica in un “oggetto” dal grande significato. [Leggi: Dalla Costituzione al Mobile] Al momento “si tratta di una fantasia” – ha detto Battarino – e di una sfida che consente al Gruppo dei giovani studiosi di lavorare sulle parole immaginando una forma che le sappia “comprendere e mostrare”.

Che cosa conterrà questo mobile? si domanda Antonio Citterio; con quali materiali sarà costruito? L’architetto, progettista di edifici, grattacieli, aeroporti e designer celebre per l’essenzialità delle sue concezioni, accetta la sfida di dar forma alle parole della Costituzione in una sorta di rappresentazione dell’idea che la Carta ha espresso con estrema essenzialità. [Leggi: La sfida]

Monizza chiarisce d’aver scelto, per realizzare il Mobile, la strada più complessa: non affidare ad aziende del settore (che l’avrebbero facilmente e velocemente costruito) bensì ottenere la collaborazione di una scuola professionale. In questo caso la scelta è stata l’Enaip di Cantù. Guidati dai formatori i ragazzi saranno coinvolti in un processo didattico che sarà anche per loro una grande esperienza.

Ilenia Brenna, direttore Fondazione Enaip Lombardia Cantù, ha ribadito l’importanza di poter coinvolgere gli allievi in un lavoro complesso: affrontare percorsi di artigianato “personalizzato”; un lavoro realizzato nella scuola con tempi molto stretti (entro la fine di febbraio 2022) “consapevoli dell’importanza e delle finalità”. È la sfida “che i Centri di formazione devono accettare per non perdere il rapporto tra tradizione, capacità di lavoro, e nuovi sistemi della produzione”.

Un Mobile “significante” sembra – oggi – qualcosa di antistorico (se indirizzato a contenere idee…) e sarebbe moto semplice trasformare il lavoro del Gruppo di studio in un applicazione da distribuire in grandi numeri agli studenti, ma un Mobile è qualcosa di concreto, di solido, di significativo. Tuttavia, non si può (e non si vuole) escludere l’aspetto tecnologico: non solo di facilitazioni informative o dell’uso di eventuali “meccanismi”; sistemi necessari a rendere più comprensibile l’evidenza delle “parole della Costituzione”. La tecnologia va vista dunque come integrazione tra il Mobile (di legno) e il pensiero innovativo; per questo, al progetto, partecipa ComoNExT. Ne ha parlato Marco Ballabio (responsabile della comunicazione del Polo tecnologico, in rappresentanza del direttore Stefano Soliano).

Ballabio: “Interessante l’ipotesi di un Mobile dal guardare, da leggere e con il quale interagire”. La parte tecnologica “permetterà di sviluppare un miglior rapporto funzionale tra la tradizionalità di un mobile e l’apparato di comunicazione indispensabile per renderlo utile”. Sarà un oggetto, ma “qualcosa di più di un mobile”.

Marco Galimberti, presidente di Camera di Commercio Como-Lecco, chiude l’incontro e rafforza l’impegno sia per la realizzazione che per la destinazione del Mobile: “Un progetto interessante anche per la Camera di Commercio. Sentendo il percorso delineato oggi, rimane determinante la collaborazione del settore del legno arredo che occupa una fetta importante della produzione delle nostre province”. Un mobile costruito “attraverso il saper fare, le mani, l’ingegno e la conoscenza, avrà un’anima particolare che rappresenterà un esempio per le nostre imprese”. Inoltre: “Non va dimenticata la condivisione: passare da uno studio teorico al progetto, dalla ricerca alla realizzazione, dall’architetto ai ragazzi della scuola, alla collaborazione delle imprese – per i materiali e per particolari lavorazioni – è un segno della volontà di collaborazione. Un modo per costruire insieme il successo del nostro territorio. E chiude: “Porteremo a Roma, dal presidente Mattarella, questa nostra realizzazione con grande orgoglio”. [Leggi: Finalità]

Giuseppe Pruneri, nel salutare i presenti, invita a festeggiare con un aperitivo “tutto valtellinese” molto apprezzato da tutti i numerosi presenti: vino, formaggi, pane, bresaola e un – molto interessante – “grana” di Grosio.

Armonia della Forma

Un Mobile

Il legno si lavora per dar struttura ai bisogni e per creare idee e bellezza. Il progetto “Armonia della Forma” è un percorso ideale che vuole usare la materia del legno per visualizzare, concretizzare la Costituzione italiana; non creando un “monumento” ai significati, alle idee, alle regole espresse con le parole dei 139 articoli bensì con la relazione tra i concetti (libertà, uguaglianza, lavoro, dignità, ecc) la loro applicazione ed i loro significati nella vita dei cittadini.

Il Mobile sarà una sorta di meccanismo che si apre al “lettore” per meglio fargli comprendere l’importanza della Carta fondamentale della Repubblica italiana; sarà una struttura attraverso la quale scoprire i legami tra teoria, regole e i principi fondamentali del vivere comune.

​Una Mostra-Concerto

Il legno, usato come materia per la produzione artigianale e industriale di mobili e arredamenti trova anche applicazione – da sempre – in forme espressive che vanno verso la bellezza e che attraverso la forma (e magari il colore) narrano o emozionano. Così come fa Lux Bradanini che insegue, da quasi tre decenni, l’idea di una espressione pura ovvero non legata al mercato, a racconti od oggetti, ma – astraendosi dal reale – solo all’armonia.

Nello spazio Haute Material di piazza Gorani a Milano il cilindro semitrasparente chiude la pianista Gaia Ferrari che interpreta le musiche di Carlotta Ferrari Valcepina; le sculture di Lux Bradanini circondano il cilindro e sono illuminate seguendo il percorso musicale. Una sorta di orologio che scandisce il tempo tra musica e forma. La serata, tiepida, la luce del tramonto, l’acustica perfetta e l’essenzialità di piazza dei Gorani hanno reso la Mostra–Concerto un’esperienza di grande emozione per tutto il pubblico invitato, ma anche per i numerosi passanti attirati dal suono del pianoforte. Un’occasione molto gradita per chiudere il Fuorisalone del Mobile a Milano.

Produzione NodoLibri e Haute Material.

 

Un Mobile per la Costituzione italiana

​Inizio

Nel 1613 Quintilio Lucini Passalacqua, nobiluomo, erudito, ricchissimo canonico della Cattedrale di Como, progetta e si fa costruire un “artificiosissimo” scrittoio. Chiama a collaborare alcuni dei più prestigiosi ebanisti e artisti dell’epoca tra cui Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone, e Guillaume Berthelot per le sculture.

Scrive una nota che pubblica nelle “Quattro lettere istoriche” l’ultima delle quali (riedizione NodoLibri 1989 commento di Fabio Cani) è la descrizione di un mobile complesso per struttura, materiali, architettura e sistema iconografico. Rappresenta la Ragione (visualizzata con una scultura che esce dal centro dell’apparato) che “frusta” e frena i Sensi (cinque animali altrimenti feroci) guidata da un’entità superiore (un aquila) e li controlla. Tutto l’insieme è un “programma” volto al “bene spirituale” in cui si riconosce la superiorità della Ragione sui Sensi.

Il mobile, ottimamente conservato, è oggi visibile nella Raccolta d’arti applicate del Castello Sforzesco di Milano.

Sfida

Un “mobile a programma” contrasta – oggi, ovviamente – con il sistema progettuale e produttivo della filiera legno–arredo che si volge maggiormente alla funzione, ovviamente anche alla bellezza, ricercando l’equilibrio estetico, attraverso l’uso dei materiali e – giustamente – della sostenibilità. La Funzione vince sui Sensi: praticità, armonia, materia, uso, costo, distribuzione… Qualsiasi mobile ha significati evidenti nell’ambito del suo uso specifico (mangiare, riposarsi, riporre, proteggere…) e raramente – oggi – può cercare l’apparenza visivamente invadente (decorativismo, abbellimenti) o una destinazione d’uso superflua. Il “mobile a programma” era possibile quando i modelli iconografici erano riconoscibili dagli eruditi che se ne dilettavano; oggi un “mobile a programma” deve essere riconoscibile da tutti.

​Idea

Ogni mobile è quel che appare e la sua funzione risulta evidente al primo sguardo. Una libreria, un armadio, un tavolo, un letto… hanno funzioni determinate dalle misure, dalle proporzioni, dai materiali insomma dal progetto. Un mobile come lo scrittoio di Quintilio Lucini Passalacqua risulterebbe – oggi – bello ma fuori tempo.

Tuttavia, non è impossibile immaginare una funzionalità ideologica o culturale o espressiva.

Nasce da questa “esigenza culturale” l’idea di progettare e realizzare un “Mobile per la Costituzione italiana”; un manufatto che si esprima anche per quel che riesce a comunicare.

​Finalità

Il Mobile per la Costituzione, costruito e terminato, sarà donato alla Presidenza della Repubblica in omaggio al Presidente Sergio Mattarella al termine del suo mandato (febbraio 2022).

​Realizzazione

Il Mobile per la Costituzione italiana è il frutto di un lavoro comune:

Un Gruppo di studio (Giuseppe Battarino coordinatore) elabora una sintesi che porta dalle parole, dai valori espressi nella Costituzione all’idea del progetto:

L’architetto Antonio Citterio progetta il “mobile” dando forma alle idee espresse del gruppo di studio;

La scuola professionale Enaip di Cantù, diretta da Ilenia Brenna, realizza il mobile concentrando il lavoro di alcune classi e dei docenti per un periodo scolastico di cinque mesi secondo un piano didattico rigoroso;

Alcune aziende delle Province di Como, Lecco e Sondrio collaborano alla realizzazione del mobile fornendo parti specifiche o materiali necessari alla diversificazione e all’originalità del manufatto.

Ideazione Gerardo Monizza / NodoMedia Como.

​Partecipano:

La Camera di Commercio di Como e Lecco e la Camera di Commercio di Sondrio (Patrocinio); Unioncamere Lombardia; la Fondazione Cariplo di Milano, la BCC di Cantù (Patrocinio e finanziamento); sono stati invitati il Salone del Mobile di Milano; il Fuorisalone di Milano.

Mobile per la Costituzione italiana

​Dalla Costituzione al Mobile

La Costituzione della Repubblica italiana non è solo il risultato giuridico di un’elaborazione politica: essa esprime l’etica del lavoro dei Costituenti e contiene in sé un’armonia linguistica e concettuale.

Mediante un felice paradosso un oggetto materiale ispirato dalla [alla] armonia e frutto di un lavoro che esprime il saper fare può restituire questa essenza.

Il mobile suggerisce ed evoca; non ha una funzione descrittiva o didattica: porta alla luce le parole della Costituzione, induce il fruitore a vederle e sentirle.

Il mobile incorpora gli articoli della Costituzione resi con tracce su legni diversi; mostra in forma di scultura parole tratte da ciascun articolo; rivela, con un apporto tecnologico, le relazioni tra parole assunte come chiavi di lettura e articoli della Costituzione; ospita testi sulla Costituzione.

Al di fuori di una definita funzione, rende visibile e plausibile la bellezza della lettura della Costituzione della Repubblica italiana.

InForme Armoniche mostra–concerto

Milano. Spazio Haute Material piazza Gorani

Ore 20:30 venerdì 10 settembre 2021

Sculture lignee Lux Bradanini

Musiche Carlotta Ferrari

Pianista Gaia Ferrari

Ideazione Gerardo Monizza

Produzione NodoLibri Como, Haute Material, Grosio Sondrio

Le forme delle scultura e della musica si uniscono in un evento spettacolo, coinvolgendo gli spettatori in una azione visiva e sonora.

Le opere di Lux Bradanini sono la scintilla espressiva che ha incendiato la creatività musicale di Carlotta Ferrari Valcepina portandola a comporre dodici brani che trasformano l’energia della scultura (che occupa lo spazio con la fisicità e la concretezza della materia) in energia sonora, che vibra nella scena. Gaia Ferrari, giovanissima pianista, trasmette il suono con la sensibilità dell’interprete che ricrea un continuo rapporto di scambio tra straordinarie forme armoniche.

La scena è un cilindro nero che racchiude e quasi nasconde la pianista; le dodici sculture stanno attorno e idealmente segnano un orologio immaginario. Le “ore” s’illuminano, una dopo l’altra, rivelando le forme mentre il suono esce dallo spazio chiuso fino a raggiungere lo spettatore.

[Durata 55 minuti]