Active Zone: progetto “Shape”

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un’installazione ludica per rappresentare la vita con una contrapposizione tra buio e luce

Il suono è movimento generato dall’energia presente nella vitalità della natura, ed è sempre legato ad una figura materiale o immaginaria che lo rappresenta ai nostri occhi.

Shape è un istallazione interattiva che attraverso l’acquisizione di movimenti agiti dagli utenti offre un elaborazione audio visiva del movimento stesso, proponendo un’interpretazione immaginaria dell’energia.

Lo scopo dell’istallazione è evidenziare la componente principale presente nella terra, la vita, il movimento, attraverso la contrapposizione tra uno stato di inattività, buio, nero ad uno di vitalità e colore. Una telecamera puntata all’interno di una stanza riprende il movimento: se nella stanza non è presente nessuno non accade nulla; se invece qualcuno cammina o muove una mano, in una parete si forma un immagine che riprende i contorni del movimento e sempre dalla stessa parete si diffonde il suono legato a quel movimento.

E’ un’installazione rivolta soprattutto ai bambini. Ha una dimensione prevalentemente ludica anche se non mancano evocazioni magiche ed oniriche. I piccoli spettatori sono invitati ad esplorare lo spazio antistante un grande telo bianco e attraverso il loro movimento, scoprono una moltitudine di pesci che si mostrano nel video e nell’audio attraverso suoni che ricordano a tratti il gorgoglio dell’acqua. Con il libero movimento del corpo all’interno di questo spazio, i partecipanti possono costruire una propria drammaturgia accompagnata da una “colonna sonora” sempre diversa poiché dipenderà proprio dai movimenti effettuati. Giocare con il corpo, la cui sagoma viene proiettata, ingigantita, dematerializzata e trasformata magicamente in emissioni sonore o luminose, permette di animare un rituale a sapore tribale, una danza, un incontro tra simili mediato da una tecnologia protesa a stimolare l’immaginario e la fantasia.

L’installazione ci è servita per mettere in pratica diverse idee elaborate negli ultimi mesi,quali l’utilizzo di diversi linguaggi e l’interazione attiva da parte di un audience di età mista.
La fase di progettazione, che prevede una parte reale, ovvero l’installazione in sé, e tutta la parte immaginaria di programmazione informatica, ci ha permesso di fare esperienza con un mezzo comunicativo assolutamente innovativo.