Origgio. “Scambi tra scene, teatro e arti visive (e viceversa)”

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SCAMBI TRA SCENE
Teatro e arti visive (e viceversa)
Una mostra realizzata dall’associazione culturale Hesperia

Opere di Clara Brasca, Maurizio Calza, Ernesto Jannini, Adriano Nardi, Giacomo Spazio, Antonio Syxty
Special guest Paola Bobba e Anna Rosa Faina Gavazzi, Bruno Gianesi, Archivio Antonio Zanoletti

A cura di Roberto Borghi
Allestimento di Claudia Berna

INAUGURAZIONE SABATO 9 NOVEMBRE 2019 ALLE 17.30
Fino all’8 febbraio 2020, apertura il sabato e la domenica 9.30-12.00 e 16.00-19.00

Le arti visive catturano sempre più spesso l’attenzione della drammaturgia contemporanea. Questa, perlomeno, è la sensazione che si ricava da uno sguardo complessivo sulla scena teatrale milanese. Negli ultimi anni I cartelloni dei palcoscenici ambrosiani hanno proposto spettacoli dedicati alle vicende biografiche, alle intuizioni estetiche, ai tormenti creativi di Mark Rothko, Vincent van Gogh, Frida Kahlo, Alberto Giacometti, Edward Hopper … L’esistenza di Amedeo Modigliani, nei cui snodi gioca un ruolo non secondario il rapporto con uno spregiudicato gallerista, è stata al centro di un temerario e appassionante musical andato in scena al Teatro Leonardo tre anni fa. La più recente pièce di Fausto Paravidino, rappresentata nell’aprile di quest’anno all’Elfo Puccini, inizia in una galleria trendy di Londra e si conclude in un museo d’arte contemporanea di Berlino.

Alla fine degli anni Settanta, lungo tutti gli Ottanta e sino all’inizio dei Novanta, il teatro di ricerca milanese si è contaminato di frequente con la scena artistica sperimentale. In particolare l’Out Off e il Centro di Ricerca per il Teatro hanno ospitato con continuità le creazioni di artisti e performer attivi in gallerie e spazi alternativi. Clara Brasca, Maurizio Calza, Ernesto Jannini, Adriano Nardi, Giacomo Spazio, Antonio Syxty – presenti con le opere nel piano nobile di Villa Borletti – hanno conosciuto questa stagione di scambi fecondi fra teatro e ricerche visive. Alcuni tra loro hanno calcato la scena in qualità di perfomer o attori, altri collaborano con storici palcoscenici italiani come registi o scenografi, altri ancora hanno indagato attraverso i loro lavori la dimensione del tragico, ovvero il nucleo originario del teatro occidentale. La Sala della Musica di Villa Borletti ospita inoltre due cicli di opere legate al Teatro alla Scala: alcune delle foto raccolte nel volume La Scala: racconti dal palcoscenico (Valentina Edizioni) di Paola Bobba e Anna Rosa Faina Gavazzi, e una serie di lavori su carta di Bruno Gianesi, a lungo direttore creativo della maison Versace, ispirati a coreografie di Maurice Béjart e William Forsythe.

In apertura del percorso espositivo sono presenti alcuni fondali degli anni Venti e Trenta appartenuti alla compagnia di Domenico Rame (il padre di Franca Rame), poi entrati a far parte di un vasto archivio di materiali teatrali curato da Antonio Zanoletti: esempi di una pittura apparentemente naif, ma in realtà con risvolti di inattesa raffinatezza, che rimanda a quelle atmosfere metafisiche di cui era pregna l’arte tra le due guerre.

Il catalogo della mostra verrà presentato a Milano giovedì 7 novembre alle 18.30 presso la Libreria Popolare di via Tadino.